di Alberto Vivarelli Oggi l’arma vincente dell’informazione è la rapidità le proiezioni indicano che lo sarà sempre di più, via via che le nuove generazioni cresceranno. Il nostro progetto nasce proprio da questa considerazione e dal fatto che il web offre uno strumento potentissimo: l’interazione immediata con i lettori, che diventano essi stessi protagonisti del giornale grazie ai tempi di produzione-pubblicazione delle notizie. Carta finita? No, avrà sempre un ruolo fondamentale, ma sarà un prodotto diverso, e manterrà il fascino che l’elettronica non può regalare. Reportpistoia è un quotidiano online gestito da un gruppo di giornalisti che ha costituito un’associazione culturale dal nome evocativo: “Johann Gutenberg”, l’inventore dei caratteri tipografici mobili che dettero vita ai primi giornali moderni; con loro altri giovani collaboratori. La nostra bussola saranno i bisogni dei cittadini, cercheremo di dare loro le risposte che la burocrazia non sempre assicura, daremo voce alle loro proteste, alle loro proposte; racconteremo le loro storie in quanto paradigmi dell’Italia che non va e di quella che va, e faremo diventare notizia anche i servizi che funzionano bene. Insomma, cercheremo di fare la fotografia quotidiana delle comunità, nel bene e nel male, senza paraocchi né pregiudizi, con un unico filo conduttore: il cittadino è titolare di diritti, non suddito della burocrazia e di chi la gestisce solo guardando alle proprie convenienze. Parleremo di economia dando spazio alle tante aziende che la crisi l’hanno messa alle spalle o dalla quale non sono state toccate grazie a scelte imprenditoriali lungimiranti. Parleremo di lavoro dando spazio alle storie di coloro che il lavoro ce l’hanno, di chi lo ha perso, di chi ancora lo aspetta, con indipendenza sia dal mondo sindacale che imprenditoriale. Saremo vicini al mondo dell’associazionismo e del volontariato, una gran bella rete di solidarietà che tiene insieme da anni le nostre comunità, sempre più povere e con sempre meno speranze. E daremo spazio ad un settore che potrebbe essere un grande volano per l’economia ma su cui, invece, si abbatte sistematicamente la scure dei tagli: la cultura. Abbiamo fatto una scelta netta: noi siamo per gli investimenti nella cultura, gli esempi della biblioteca San Giorgio a Pistoia e della Lazzerini a Prato testimoniano la validità delle scelte fatte dalle amministrazioni locali. Magari, vista la crisi, spostando gli investimenti dall’effimero agli istituti culturali. Per questo abbiamo ripristinato uno strumento antico del mondo del giornalismo: la terza pagina, uno spazio che ospiterà non solo i grandi eventi locali e toscani ma anche interventi di prestigio per aprire dibattiti e confronti. E valorizzeremo il turismo, da sempre, nei bilanci, la Cenerentola delle “Città d'arte”. La politica. Quando nasce un giornale, la prima domanda che il lettore si pone è: da che parte sta? Se per “parte” si intende partiti, diciamo da nessuna, perché tutti noi di Reportpistoia abbiamo una caratteristica comune: siamo liberi nella testa. David Grossman a chi gli chiedeva se stesse con gli isrlaeliani o con i palestinesi rispondeva: “Sto con la pace”. Noi stiamo dalla parte delle comunità, dei cittadini. Se, invece, per “parte” si intendono i valori, la risposta è diversa e più complessa. Intanto siamo per la solidarietà diffusa ma non ci piacciono i buonisti: il buonismo coi paraocchi della sinistra è stato una delle cause dell'intolleranza che spesso si manifesta nei verso gli stranieri. Sì all’accoglienza, dunque, ma nel pieno rispetto delle regole, altrimenti fuori. Ma nel momento in cui i cittadini stranieri rispettano le regole, devono essere loro garantiti gli stessi diritti che hanno gli italiani, a partire dalla cittadinanza per finire al voto; e i loro figli devono essere cittadini italiani a tutti gli effetti fin dalla nascita. Regole, dunque, che tutti devono rispettare. Vale anche per l’imprenditoria, ma utilizzando stessi pesi e stesse misure: per noi un evasore cinese o nordafricano vale quanto un evasore italiano, cioè, è un farabutto che toglie risorse ai più deboli. La politica, dunque. Con i nostri lettori avremo sempre un rapporto molto franco, così, diciamo subito che “questa” politica e questi partiti non ci piacciono, come crediamo che i movimenti-show e gli “unti” – vecchi e nuovi – di destra o di sinistra non porteranno niente di buono al nostro Paese. Non ci piace la politica con gli effetti speciali, guidata da guru, né la gerontocrazia. Detto questo, sarebbe ingeneroso fare di tutta l’erba un fascio perché non tutti i partiti sono uguali, né nei comportamenti né nelle azioni né nelle azioni. Noi valuteremo questi e quelle, di volta in volta. E’ però vero che la politica va salvata perché sono in essa le risposte alle domande dei cittadini, non nelle traversate marine. E allora, quando giudichiamo la politica dobbiamo mostrare equilibrio e non farci trascinare dalla rabbia della piazza. Nel nostro Paese ci sono alcune decine uomini che hanno utilizzato la politica per rubare, cialtroni che hanno infangato il lavoro quotidiano, quasi sempre oscuro, di migliaia di amministratori onesti che – a volte per pochi euro – guidano comuni, province e regioni. Valorizzando, anche in maniera critica, il loro operato daremo una mano a isolare i ladri e i profittatori della politica. Così faremo. Per questo seguiremo con attenzione la vita delle istituzioni e valuteremo le decisioni che gli amministratori assumeranno e i progetti per le città che proporranno, senza pregiudizi, e ci faremo garanti che i cittadini siano coinvolti nelle scelte. Faremo tutto questo senza gridare, senza scandalismi e nel rispetto, anzitutto, delle persone. Saremo severi anzitutto con noi stessi , cercheremo sempre di pubblicare tutti i punti di vista, le accuse e le repliche contemporaneamente e quando questo non sarà possibile, ne spiegheremo i motivi. Seguiremo alla lettera le regole che noi per primi ci siamo dati. Chi siamo. Non abbiamo alle spalle né aziende né imprenditori e questo ci rende ancora più liberi. Come detto, siamo un gruppo di amici giornalisti che intraprende questo viaggio per passione – da qui la scelta del rosso nella testata, il colore della passione, sentimento che sta scomparendo nelle redazioni dei giornali, certo non per colpa dei giornalisti. La nostra unica risorsa sarà la pubblicità e ciò che verrà dall'attività dell'associazione. Ma il nostro patrimonio più grande saranno i lettori con le loro visite quotidiane sia sul sito che nella sede del giornale che presto apriremo in città. Non siamo nati “contro” qualcuno ma “per” qualcosa. Ci auguriamo sia così anche per gli altri, perché siamo piccoli, così piccoli che il nervosismo di questi giorni dei mega editori ci pare sproporzionato rispetto all'oggetto. Cosa non saremo. Sicuramente non saremo lo sfogatoio di alcuno, chi vuole intervenire su questo giornale, lo può fare liberamente tenendo presente alcuni paletti: il codice penale, il buon gusto e la firma. Non pubblicheremo mai interventi anonimi o, secondo la buona tradizione italica, firmati con pseudonimi. Una tradizione che, tra l'altro, porta anche sfiga come insegnano Ghino di Tacco e Dreyfus. Non si può chiedere rigore agli altri se non si ha il coraggio di metterci la faccia. E non sarà una palestra per scontri tra politici che hanno altri luoghi in cui confrontarsi. Noi i politici vorremmo farli ragionare, non litigare. Ma i cittadini comuni, quelli che non hanno mai voce, quelli che ogni giorno hanno a che fare con una burocrazia ancora borbonica o con una politica sorda e cieca, troveranno lo spazio di cui avranno bisogno. Gli “invisibili” avranno in Reportpistoia il loro megafono. Cosa non faremo. Non “succhieremo” gli articoli pubblicati sui quotidiani locali, sport assai diffuso sul web, né saccheggeremo i siti di informazione della rete. Per rispetto verso noi stessi e nei confronti dei colleghi dei quotidiani che faticano a lavorare sulle notizie. Insomma, faremo il giornale con ciò che avremo, con ciò che saremo riusciti a raccogliere nel corso della giornata col nostro lavoro. E se gli altri avranno più cose di noi, significherà che hanno lavorato meglio, sono stati più bravi. Affrontiamo questa avventura con grande umiltà, consapevoli di non essere depositari delle verità. Invece di predicare – come è costume diffuso nel giornalismo italiano – cercheremo di praticare. Partendo dalle buone maniere. Detto questo, buona lettura con l’augurio di fare tanta strada insieme. This e-mail address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it