ROMA – Gino Bartali, leggenda del ciclismo italiano, è stato dichiarato ‘Giusto tra le nazioni’ da Yad Vashem, il memoriale ufficiale israeliano delle vittime dell’Olocausto.
Lo ha annunciato tramite Twitter Yad Vashem. Il riconoscimento ‘Giusto tra le nazioni’ va a coloro che hanno rischiato la loro vita per salvare gli ebrei durante le persecuzioni naziste.
”Bartali, un devoto cattolico, durante l’occupazione tedesca in Italia faceva parte di una rete di salvataggio guidata dal rabbino Nathan Cassuto di Firenze insieme all’arcivescovo di Firenze, cardinale Elia Angelo Dalla Costa, precedentemente riconosciuto ‘Giusto tra le nazioni”’, si legge nelle motivazioni rese note da Yad Vashem.

”Questa rete ebraico-cristiana, messa in piedi a seguito dell’occupazione nazista dell’Italia e con l’inizio delle deportazioni, salvò centinaia di ebrei locali e rifugiati dai territori prima sotto controllo italiano, principalmente Francia e Yugoslavia”. Bartali, in particolare, ”agì come corriere per la rete, nascondendo nella sua bicicletta falsi documenti e carte e trasportandoli attraverso le città con il pretesto degli allenamenti. Rischiando consapevolmente la propria vita per salvare gli ebrei, Bartali trasferì documenti falsi a vari contatti, fra cui il rabbino Cassuto”.
Yad Vashem rende infine noto che in onore del campione italiano del ciclismo si terrà una cerimonia in Italia in una data ancora da definire.

”Il riconoscimento attribuito a Gino Bartali di Giusto tra le nazioni per Yad Vashem rappresenta un onore per il nostro Paese” afferma in una nota Graziano Delrio, ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie con delega allo Sport. ”I mondiali di ciclismo a Firenze, proprio nella sua terra – aggiunge Delrio – sono il miglior modo per ricordare un campione di sport e di vita come Gino Bartali”.

”Sono soddisfatto per questo riconoscimento, purtroppo tardivo. Ma è davvero meritato – commenta il rabbino capo di Roma, Riccardo Di Segni – Una bella pagina che unisce lo sport alla Resistenza”.

”Grato al popolo di Israele, allo stato di Israele per questo riconoscimento” è il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, inaugurando il Tourist Infopoint per i Mondiali di ciclismo in corso fino a domenica 29 settembre. “Questo riconoscimento per Gino Bartali è il segno che per essere un campione bisogna avere non solo tanto fiato nei polmoni ma anche un cuore grande. Per essere un grande campione – aggiunge Renzi – bisogna essere anche un grande uomo”.

Per il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, la decisione dello Yad Vashem è ”un riconoscimento che premia il coraggio civile di uno dei più grandi uomini di sport della storia italiana. Un riconoscimento di cui la Toscana dev’essere orgogliosa, ma che fa bene a tutto lo sport, in tempi in cui è più facile che lo sport sia collegato ai cori razzisti degli stadi”. “Sono storie come quella di Gino Bartali che ci aiutano a tenere viva la memoria e a trasmetterla alle nuove generazioni, insegnando loro i valori della solidarietà e dell’impegno – rimarca Rossi – Allo stesso tempo Bartali ci insegna che per essere davvero campioni nello sport bisogna essere anche campioni nella vita”.

”Gino Bartali è stato un campione immenso, sui pedali e nella vita. Il riconoscimento dello Yad Vashem è il giusto premio per una vicenda umana esemplare” sottolinea Guido Vitale, direttore della redazione di ‘Pagine Ebraiche’, il mensile dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane protagonista di numerose rivelazioni inedite sul coraggio di Bartali durante il nazifascismo.
A partire dalla testimonianza di Giorgio Goldenberg, l’ebreo fiumano che ad Adam Smulevich raccontò di essere stato nascosto in un appartamento di proprietà del campionissimo in via del Bandino. ”Sono vivo perché Bartali ci nascose in cantina”, spiegò Goldenberg, 81 anni, oggi residente in Israele a Kfar Saba. Le storie di ebrei aiutati da Bartali sono venute fuori dopo la morte del campione. ”Perché sebbene toscano loquace – spiega ‘Pagine Ebraiche’ – Ginettaccio fu un eroe silenzioso: parlare dei suoi meriti extra ciclistici non era il suo sport preferito. ‘Non ci si fa belli sulle disgrazie altrui’: con questa frase liquidava quanti, giornalisti o curiosi, gli chiedevano insistentemente di quelle numerose sgambate tra Firenze e Assisi, dove consegnava alle suore del convento di San Quirico documenti da falsificare, che grazie a sapienti tipografi sarebbero divenuti un prezioso lasciapassare per gli ebrei ospitati tra quelle mura”.
”Li teneva nascosti nella canna – si legge ancora sul sito del mensile dell’Ucei – sotto il sellino e nelle impugnature del manubrio. Con tutti gli incredibili pericoli che ciò comportava. Una perquisizione da parte del nemico e con ogni probabilità il suo destino sarebbe stato un appuntamento davanti al plotone di esecuzione. Ma Bartali aveva un alibi inattaccabile (e infatti la sua bici non fu mai smontata): il motivo delle sue frequenti pedalate tra Toscana e Umbria era solo una questione agonistica, un faticoso allenamento per le grandi corse a tappe che sarebbero riprese una volta cessate le ostilità”.
”Il titolo di Giusto tra le Nazioni attribuito a Gino Bartali da parte di Yad Vashem, il sacrario della Memoria di Gerusalemme, e’ un riconoscimento meritato ad un uomo di sport che si impegno’ in prima persona per proteggere gli ebrei perseguitati dalla feroce dittatura nazifascista”. Lo afferma Vannino Chiti, senatore del Partito Democratico.
”La Toscana – aggiunge – fu triste teatro di eccidi e rastrellamenti drammatici che provocarono morte e distruzione. Grazie all’impegno di donne e uomini come Gino Bartali fu possibile salvare la vita a diverse persone e costruire una cultura della liberta’, della tolleranza e della democrazia che e’ a fondamento della nostra Costituzione e della Repubblica”.
“Un riconoscimento che premia il coraggio civile di uno dei più grandi uomini di sport della storia italiana. Un riconoscimento di cui la Toscana dev’essere orgogliosa, ma che fa bene a tutto lo sport, in tempi in cui è più facile che lo sport sia collegato ai cori razzisti degli stadi”. Così il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi saluta la decisione dello Yad Vashem , il sacrario della Memoria di Gerusalemme, di proclamare Gino Bartali, il grande campione di ciclismo, Giusto tra le Nazioni, per il suo impegno a favore degli ebrei perseguitati sotto l’occupazione nazista.
“Sono storie come quella di Gino Bartali che ci aiutano a tenere viva la memoria e a trasmetterla alle nuove generazioni, insegnando loro i valori della solidarietà e dell’impegno – sottolinea il presidente – Allo stesso tempo Bartali ci insegna che per essere davvero campioni nello sport bisogna essere anche campioni nella vita. E come toscano, mi sembra particolarmente bello che questa notizia arrivi proprio nei giorni in cui la Toscana ospita i Campionati mondiali di ciclismo, che ora si arricchiscono anche di un altro significato”.