PRATO – Era presente tutta la città e le sue cariche istituzionali più importanti stamani all’inaugurazione del nuovo ospedale di Prato che assieme alle tre strutture di Apuane, Lucca e Pistoia fa parte della nuova rete ospedaliera toscana. Davanti a cittadini e addetti ai lavori, nel corso di una bella e partecipata cerimonia, le maggiori cariche istituzionali hanno presentato la struttura, i retroscena e l’intero quadro della sanità toscana.

Edoardo Majno, direttore generale dell’Azienda Usl 4 di Prato ha commentato entusiasta il nuovo ospedale: “Gli ospedali sono l’esempio di quello che è oggi la creatività architettonica della collettività. Sono da pochi mesi direttore generale di questa azienda e anche presidente di quello che è il sistema integrato degli ospedali. Ero presente a Pistoia all’inaugurazione dello scorso 4 luglio e questo è il suo quasi gemello, anche se più grande e con una collocazione diversa. Sostanzialmente però la filosofia costruttiva è la stessa e consentirà di fare ad alti livelli di innovazione tecnologica, quello che nei vecchi ospedali non era possibile. Un’opera di grandissimo pregio ma che a conti fatti, al metro quadro, costa meno di una casa popolare: quello che c’è qua dentro è il distillato di una tecnologia che deriva dalla lunga strada di ricerca partita dagli anni ’50; inoltre Prato è una sede fortunata logisticamente in quanto la collocazione è tra le più idonee possibili.
Ringrazio la regione per avere creato anche le condizioni di lavoro più sicure possibili. Abbiamo infatti realizzato il record assoluto di velocità di costruzione con il minor numero di infortuni sul lavoro (8 di cui 6 lievi). Gli operai che si sono succeduti nella lavorazione sono stati 400 e in meno di 900 giorni dalla posa della prima pietra, il 24 giugno 2010, si è realizzata l’intera costruzione”.

Un ospedale pensato e programmato per il paziente e il suo benessere, al centro di un’interazione efficace con medico e infermieri, dove l’alta tecnologia della diagnostica e delle terapie contribuiscono a garantire una maggiore qualità delle cure e una maggiore attenzione alle esigenze del paziente. “Il percorso per questa nuova struttura è stato un percorso partecipativo che ha visto la collaborazione e l’integrazione di più soggetti, che ringrazio calorosamente, con l’obbiettivo di vincere questa sfida. Adesso resta da definire il nuovo utilizzo del vecchio ospedale “Misericordia e Dolce” con uno spazio volumetrico importante e collocato tra le mura del ‘300.” – commenta Lamberto Gestri, presidente della Provincia di Prato.

Della stessa opinione il sindaco Roberto Cenni che sottolinea anche come la città avesse bisogno, attraverso una scelta in qualche modo coraggiosa, della nuova funzione dell’ospedale e di risposte certe da parte della sanità.

Deciso e dai toni elevati è stato invece l’intervento del presidente della Regione Toscana Enrico Rossi che ha ribadito come la sanità toscana sia a livelli altissimi di efficienza: “Spesso prendiamo ad esempio modelli di sanità di altri paesi europei come Francia e Germania in cui per garantire elevati livelli di cura devi avere una assicurazione maggiore. Non facciamo chiacchiere ma fatti. Prato è la città della Toscana con il numero più elevato di extracomunitari e garantiamo sempre e indifferentemente ad ogni individuo cure eccellenti, con il nuovo ospedale rilanciamo ancora di più il ruolo importantissimo della sanità pubblica, perchè noi siamo per la sanità pubblica e per garantire cure a tutti e ad ogni singolo cittadino”.

I numeri del nuovo ospedale (pare infatti sia questo il nome definitivo) sono davvero interessanti: 540 posti letto, 15 sale operatorie, 40 posti dialisi, 2 sale operatorie parto, 5 sale travaglio e parto, 20 posti per l’osservazione breve intensiva. Inoltre è stato progettato in maniera eco sostenibile, a ridotto impatto ambientale, dotato di impianti fotovoltaici, caldaie a compensazione per la produzione di acqua e calore e controllo della radiazione solare tramiti schermi orientabili.

Il trasferimento dei vari reparti invece avverrà in maniera differente rispetto all’esperienza pistoiese. Sarà diluito in più giorni partendo dal 23 settembre con lo spostamento graduale di 30/40 pazienti (sui 300 totali), che durerà fino al 5 ottobre. Il primo intervento si terrà il 26 settembre e nei due giorni successivi, anche se si tratterà solo di day surgery, mentre la chirurgia ordinaria comincerà il 30 settembre. Il 5 ottobre sarà quindi la data di lavoro a pieno regime di questa nuova realtà, anche grazie alla messa in sicurezza dell’intera area con telecamere nei parcheggi e nel vicino giardino e il completamento delle strade limitrofe.